Case Dubai per investimenti: le garanzie applicabili

Per diversi anni, Dubai è stata considerata come una delle tante mete esotiche per il turismo europeo ed extra europeo. Al giorno d’oggi sembra più essere una delle più convenienti mete per far fortuna tramite investimenti finanziari. Il più delle volte quando si pensa alla città emiratina in relazione al denaro, si pensa come paradiso fiscale: in effetti, con la firma del Il Dubai Tax Income Decree, nel 1969, si prevede una forma minima di tassazione sui residenti, ma nessuna imposta su persone fisiche o redditi finanziari, nè ritenute, nè Iva, nè tasse sul reddito societario. Sono, inoltre, presenti alcune zone free-taxes, le “zone franche”, senza restrizioni su trasferimento dei profitti e rimpatrio dei capitali; le uniche forme di tassazione sono esercitate sui colossi petroliferi e bancarii internazionali, che hanno comunque aliquote accordate a seconda dei volumi di produzione.

Pensando al mercato, tali agevolazioni fiscali finiscono per rendere l’investimento immobiliare molto allettante.
Come funziona un investimento a Dubai?
Dopo la crisi finanziaria del 2008, la regolamentazione in materia immobiliare si è fatta più decisa. Nel caso in cui l’immobile da acquistare sia già costruito, è necessario verificare se sia iscritto al catasto (land department) per assicurarsi che la documentazione sia in regola, onde evitare truffe. All’atto di registrazione al catasto si paga una tassa dal 2 al 4% sul valore dell’immobile (oltre a questa fee e le spese di circa 800 euro di registrazione presso le Trustee Agency, esistono solo alcune spese di condominio). In seguito muniti di assegno circolare e ricevuta di registrazione al catasto e di pagamento di tutte le spese per la transizione, è necessario recarsi all’ufficio preposto per il rilascio del certificato di proprietà. Nel caso in cui l’immobile sia da costruire, il progetto necessita di essere registrato presso il Rera (real estate regulator authority); in seguito, verrà creato un conto vincolato su cui versare il pagamento.
Il governo di Dubai infatti controlla direttamente  gli escrow account dove i costruttori tengono i soldi degli investitori: in tal modo si pone a garanzia dell’ investimento. Quel denaro non si può muovere dagli Emirati Arabi senza il consenso delle autorità federali, dunque, truffe praticamente inesistenti. Nel caso il cantiere dovesse chiudere (vi sono cantieri abbandonati in molti luoghi intorno alla città), il Governo dovrebbe restituire il denaro versato.
E’ comunque bene rivolgersi sempre a intermediari immobiliari onde evitare problemi: i rischi possono essere ridotti, in quanto il personale qualificato può controllare l’andamento dei prezzi degli immobili e contattare imprese edili sicure.
Chi ha investito/investe nell’immobile a Dubai?

Di certo gli imprenditori, attratti da business in crescita e joint venture con le società locali. Ma non solo, anche professionisti (maggiormente ingegneri, architetti legati al ramo immobiliare) o neolaureati, in cerca di opportunità. Il perchè è piuttosto ovvio: migliori opportunità lavorative, speculazione, case vacanze.
Dove comprare un immobile a Dubai?

Recenti studi, vedono come remunerative tre zone: la prima è la zona residenziale costiera, la Jumeirah, piena di ville e hotel di lusso; in questa zona però chi può comprare deve essere esponente dei 6 stati del Golfo, ma vi è anche una zona freehold, nella parte marina, che è aperta a tutti gli investitori.
La seconda zona è la “Mainland”, che ospita centri commerciali e edifici di grandi compagnie. Qui, per accedere all’investimento,è necessario avere uno sponsor locale che, proprietario al 51%.
Nella zona Free, la preferita dagli italiani è la JLT Free Zone, centrale e collegata alla metropolitana, una rete di grattacieli commerciali e residenziali. Qui l’investimento non è complesso per chi vuole stabilirvi la propria attività: la legge concede delle postazioni flessibili, per stabilirsi solo temporaneamente nell’ufficio acquistato e decidere inseguito se tenerlo o no.
Gli immobili commerciali non sono comunque molto richiesti: nella Businness Bay si richiedono prevalentemente locali per i servizi alla persona e consulenza.
Per quanto riguarda i rendimenti, si attestano intorno al minimo al 7/8% annuo. Le piccole metrature nel residenziale (come monolocale o one-bedroom) sono un’ottimo investimento, dal momento che Dubai è una città giovane e in movimento, in cui non si trasferiscono molte famiglie. Inoltre, se l’investimento è minore la rendita è più alta (fino al 10%).
Ultimamente si è temuta un’altra bolla immobiliare a seguito di quella del 2008, dopo un’impennata: ora ci si è assestati su una media di 2-3000 euro al metro quadro, con picchi di oltre 6mila euro nelle zone di lusso.
Il mercato immobiliare è in forte ripresa: l’attività promozionale e l’investimento finanziario del governo ha concentrato i flussi turistici verso gli Emirati Arabi, a scapito delle zone limitrofe vessate da una situazione politica infelice.
Da non dimenticare è, naturalmente, l’ Expo 2020 che incombe, con la quale si avrà ancora turismo, ancora guadagno nell’immobile: oltre al pernottamento in hotel extra lusso, perchè no, si potrebbe pensare anche all’affitto nelle zone residenziali.