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Convenzione contro la doppia imposizione fiscale tra Italia e Dubai: scopriamola insieme.

Le convenzioni internazionali contro la doppia imposizione sono uno strumento di politica internazionale tributaria necessarie ad evitare il fenomeno per cui lo stesso presupposto sia soggetto due volte a tassazione in due diversi stati. Convenzione per evitare la doppia imposizione – Wikipedia – Fonte Wikipedia
Come già detto più volte nel mio blog, il governo dell’Emirato di Dubai ha una politica totalmente business oriented. Infatti, nel corso degli anni, sono tantissime le iniziative prese e promosse per incentivare gli investimenti esteri e, di conseguenza, far crescere in modo stabile l’economia interna. Fiore all’occhiello di Dubai è sicuramente il settore immobiliare: il Real Estate nel 2016 ha prodotto qualcosa come di 113 miliardi di AED, risultato di oltre 21.000 compravendite.

In questo articolo voglio nel particolare affrontare un aspetto che tocca molto da vicino gli investitori Italiani, ovvero la convenzione contro la doppia imposizione fiscale tra Italia e Dubai.

Cos’è e come funziona la convenzione contro la doppia imposizione fiscale

È sostanzialmente un accordo internazionale, firmato ad Abu Dhabi nel 1995 ed entrato in vigore nel 1997, che evita il fenomeno della doppia tassazione. Secondo quanto stabilito, i redditi percepiti sono soggetti a tassazione solo e unicamente nello stato di residenza. Tale regola vale per:

  • Reddito persone fisiche
  • Persone giuridiche
  • Imposte locali sui redditi
  • Pensioni

Non solo, siccome l’intento comune è incentivare gli investimenti creando un ambiente favorevole con misure che hanno come obiettivo il rafforzamento della fiducia, il principio cardine che sta alla base della convenzione è che i due stati si impegnano a garantirsi reciprocamente le migliori condizioni possibili. Il risultato sono una serie di importanti benefici:

  • Garantisce contro provvedimenti discriminatori attraverso il principio di non discriminazione.
  • Riconosce il diritto al risarcimento dei danni in seguito a provvedimenti nazionali di esproprio.
  • Sancisce il principio di libertà di rimpatrio dei capitali e dei redditi.
  • Facilita la risoluzione delle controversie tra stati.

Un aspetto fondamentale della convenzione è che non si applica solamente alle imposte vigenti ma vale anche per qualsiasi tipo d’imposta futura.

Effetti positivi delle doppie convenzioni di Dubai con i paesi esteri

Non serve certo un analista per capire come le convenzioni sulle doppie imposizioni siano state la leva principale per la crescita degli investimenti e di conseguenza dell’economia generale dei mercati di Dubai. Uno dei settori che ne ha tratto maggior beneficio è sicuramente il Real Estate, oggi un’industria fortemente attrattiva per gli investitori. Le convenzioni hanno innescato un circolo virtuoso per quanto riguarda le compravendite immobiliari e il motivo non è solo semplice ma anche logico. Più investimenti hanno generato maggior benessere economico e maggiore liquidità, di conseguenza la domanda di proprietà immobiliari sia commerciali che residenziali è aumentata e a sua volta ha incentivato nuovi investimenti e un’ulteriore spinta all’economia.

Se consideriamo poi che l’imposizione fiscale a Dubai è pari allo 0% sul reddito, i conti si fanno in fretta e si spiega il perché sono numerosissime le nuove società che ogni anno vengono aperte nelle freezones dell’Emirato.

Il punto di forza della convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Dubai

Il vero punto di forza della convenzione è che gli accordi del trattato hanno un valore superiore alle normative vigenti nel paese di residenza. Ciò significa che in caso di dispute, incomprensioni e decisioni, il giudice tributario è obbligato a fare riferimento solo e unicamente agli accordi stabiliti nel trattato stesso. Questo è probabilmente l’aspetto che ha definitivamente alzato il livello di fiducia nei potenziali investitori perché non lascia spazio alle interpretazioni che spesso portano a vessare i redditi prodotti dagli investimenti.

Naturalmente la convenzione non è l’unico motivo che ha portato al successo del Real Estate di Dubai, diciamo che è il pilastro portante sul quale si basano tutte le altre iniziative del governo per rendere i mercati dell’Emirato attrattivi e che non si fermano unicamente al discorso tasse ma si ampliano verso i servizi, le infrastrutture, la tutela dell’investitore e la salvaguardia dei capitali ma soprattutto una burocrazia semplificata e un largo margine d’azione operativa.

Tirando le somme

In rete si incontrano spesso articoli e post che parlano degli aspetti positivi di Dubai, delle caratteristiche, delle tasse e dei profitti. Ma ad un certo punto bisogna anche guardare la realtà delle cose per capire realmente qual è la situazione attuale e quali sono le prospettive concrete e plausibili. Gli analisti concordano tutti nel dire che nel 2017 il Real Estate di Dubai vivrà un ulteriore espansione e catalizzerà ancora più investimenti, situazione che continuerà a crescere fino al 2020, anno in cui si terrà il World Expo (tra l’altro è il primo nel Medioriente e sono previsti più di 25 milioni di visitatori). Se ti stai chiedendo cosa conferma questi rumors, c’è solo una risposta: il sistema creditizio di Dubai sta diventando da una parte più flessibile, adattandosi ai piani di pagamento convenenti oggi offerti dagli sviluppatori, dall’altra è maggiormente attento alla credibilità di tutti i partecipanti alla compravendita immobiliare per abbassare al minimo i rischi e rendere ogni transazione più sicura.

I termini e gli accordi della convenzione contro la doppia tassazione tra Italia e Dubai non devono essere considerati gli unici esistenti, l’Emirato ha nel tempo stretto rapporti bilaterali con molti altri paesi, riuscendo così oggi a diventare probabilmente la meta più importante e ricercata a livello mondiale per gli investimenti immobiliari.