Investire in hotel Dubai: il business del futuro!

Sebbene Dubai sia diventata la città degli investimenti in immobiliari del XXI secolo, è bene ricordare che una buona fetta delle speculazioni in questo mercato ha riguardato e riguarda il settore alberghiero: gli hotel extra lusso della città emiratina compaiono su ogni volantino di agenzie immobiliari e su ogni catalogo turistico spiccano nella loro totale magnificienza, stagliandosi imponenti accanto agli hotel a 5 stelle delle più famose località baleari europee, che talvolta tentennano nel reggere il confronto.
Ma come si investe nel settore alberghiero negli Emirati Arabi? Quali sono i pro e i contro? Come ben noto, Dubai è una dei diversi paradisi fiscali del mondo: essendo prevalentemente free tax, il sistema fiscale non prevede l’IVA, l’ICI, le plusvalenze e via discorrendo, ma soltanto il pagamento del 2% del valore dell’immobile al momento della stipula dell’atto notarile di acquisto e qualche spesa per la registrazione. Purtroppo, a seguito della crisi finanziaria del 2008, si è dovuta mettere in conto l’altra faccia della medaglia: la bolla immobiliare ha fatto impennare i prezzi e alcuni progetti sono stati abbandonati e i cantieri chiusi. Rischi del mestiere, a detta di molte aziende che si occupano di joint venture.
Ad ogni modo, il sistema contributivo così favorevole nel corso degli anni ha invogliato investitori da tutto il mondo a volersi “accaparrare” un pezzo di Dubai, creando così un ambiente competitivo e stimolante, basato sul commercio, sulla finanza e sul real estate. Certo è che chi vuole investire può convincersi a farlo anche solo guardando i numeri: il rendimento annuo degli investimenti di affitto è uno dei più alti al mondo e si attesta tra un minimo del 6% ed un massimo del 15% annuo. Ma in alcuni business si sale molto di più.
Guardando alla competitività, si può dire che quest’ultima sia la caratteristica principale del settore alberghiero, in quanto Dubai nasce come meta turistica: l’extra lusso attira un target di consumatori mirato, ma non esclusivo ed è questo che permette a un flusso continuo di viaggiatori da tutto il mondo. Diverse sono gli operatori europei nel settore dei viaggi che tramite progetti di e-business riescono a mantenere più bassi i costi, permettendo ai turisti di valutare l’offerta più conveniente.
Il turismo a Dubai non manca, come capitalizzare nel settore? Abbiamo visto come i costi nell’investment trust vengano ripagati, vediamo ora le percentuali in termini di occupazione: l’analisi dei dati rivela che gli alberghi a cinque stelle attirano 32.325 visitatori, con una occupazione media del 80 per cento; alberghi a quattro stelle hanno registrato 18.749 visitatori e un’ occupazione del 87%; mentre gli hotel tre stelle hanno una media di 14.836 persone con un’ occupazione del 95%. Appartamenti e alberghi deluxe registrano 10.782 ospiti con 93% di occupazione durante Eid ( Eid Al-Adha e Eid Al-Fitr, diciamo il picco turistico assimilabile al nostro periodo natalizio).
Tralasciando l’analisi dei dati, il settore alberghiero è fiorente nella città emiratina anche grazie all’offerta di lavoro che attira professionisti (giovani e non) da tutto il mondo: ad esempio, molti giovani italiani disoccupati o in cerca di prima esperienza hanno trovato in Dubai la città per realizzarsi in termini lavorativi, economici e personali. La possibilità di un’esperienza lavorativa a Dubai per un neodiplomato in formazione professionale alberghiera sono altissime e sono ancora di più se il candidato ha già acquisito esperienza in Italia.
Perfino, l’icona di Dubai è un hotel: lo straordinario albergo a forma di vela, con le sue 8 stelle si attesta come uno degli hotel più costosi del pianeta, il Burj Al Arab nella zona di Jumeirah. In questa zona per essere possessori bisogna essere esponenti dei 6 Stati del Golfo, ma vi sono altre zone in cui si può essere partecipi del mercato monetario emiratino: si può investire costruendo un hotel estra lusso a Dubai Marina, il nuovissimo polo turistico con oltre 200 torri nella zona free tax, oppure nella zona preferita dagli italiani, la JLT Zone.
Inoltre, aldilà degli hotel extra lusso con ogni tipo di comfort, Dubai si arrichirà di una novità assolta nel settore alberghiero: l’Hydropolis Hotel , il primo Hotel interamente sott’acqua! Ciò, è l’ennesima dimostrazione che Dubai non può rendere felici solo gli speculatori, ma anche chi decide di finanziare un’idea, un progetto che in altri paesi non avrebbe seguito.
Dunque, capitalizzando nel settore alberghiero a Dubai si ha una tassazione molto bassa, un flusso turistico continuo e la possibilità di assumere personale qualificato internazionale. Ma non sono solo i privati ad investire: in vista dell’Expo 2020, saranno necessari oltre sette miliardi di dollari di fondi per incrementare l’offerta alberghiera nei prossimi 6 anni, investimenti che di cui lo sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum e il Governo federale saranno protagonisti, per creare una metropoli senza pari e (ancor di più) simbolo della modernità del tempo.