La Visione di Dubai dello sceicco Mohammed Bin Rashid al Maktoum

Dubai e lo sceicco Mohammed bin Rashid Maktoum

Chi pensava che la Visione dello sceicco Mohammed bin Rashid al Maktoum, uno tra gli sceicchi più ricchi del mondo, l’uomo capace di trasformare Dubai, un fazzoletto di terra alle porte del deserto in una lussuosa e climatizzata oasi hi-tech, sontuoso paradiso fiscale e meta preferita di vip e celebrities di tutto il mondo, fosse solo una mera illusione, destinata a disperdersi come sabbia al vento, si sbagliava di grosso. Con UAE Vision 2021, gli emirati arabi presentano un vero e proprio piano di sviluppo per il futuro della nazione che ne determina le linee guida mirando al benessere e alla prosperità; a schierarsi in prima linea verso la realizzazione di questa visione, neanche a dirlo, c’è proprio Dubai.
La stessa Dubai che molti, dopo il crollo finanziario del 2009 davano per spacciata e che proprio negli ultimi anni ha dimostrato invece di posare le basi su un’economia solida, basata sul turismo e sul capitale umano e capace di stare a galla nonostante la tempesta della crisi finanziaria mondiale. Se appena due secoli fa le sue coste non erano altro che un approdo per i pescatori di perle, oggi Dubai viene già menzionata come la Las Vegas araba e la Manhattan del deserto, e stando ai piani previsti da Vision 2020, non ci vorrà molto perché venga ribattezzata come la città dei record.

La Dubai dei record
Del resto Dubai detiene già da tempo un considerevole numero di primati mondiali: la tassazione più bassa e l’edificio più alto, la collezione di fiori più grande e il tasso di delinquenza più basso, il costo della benzina più basso (meno dell’acqua in effetti) e quello del Wiskey più alto, eppure la Visione di Big Mo (così viene affettuosamente chiamato dai molti sostenitori che lo venerano e lo seguono sul web e sui vari profili social), sua altezza Mohammed bin Rashid Al Maktoum, poeta, statista, Primo Ministro e Vice Presidente degli Emirati Arabi Uniti, si spinge ben oltre, e mira a fare di Dubai la prima destinazione turistica su scala globale.
Tutto questo ovviamente fa di Dubai, oggi ancor più che in passato, una meta ideale per chi pensa di investire sul mattone. Ma non solo, tantissime persone ogni mese, partono dai paesi di tutto il mondo per raggiungere questa città in cerca di lavoro: Dubai infatti offre tantissime possibilità di carriera, anche partendo dalle mansioni più umili nei ristoranti agli alberghi fino ad arrivare a posizioni manageriali o, perché no, a lavorare per sceicchi. In questa favola nata in mezzo al deserto tutto diventa possibile.

Dubai Vision 2020: una visione illuminata
Nel libro dal titolo “La mia visione” lo sceicco mette nero su bianco quelle idee illuminate che hanno reso possibile la crescita esponenziale della città e dà numerosi spunti e suggerimenti fermamente convinto che sia possibile replicare il successo di Dubai anche in altri paesi arabi.
Per la realizzazione della sua Visione lo sceicco conta su una forte partnership tra settore privato e governo, e punta proprio al 2020 come anno di svolta in cui Dubai potrò dirsi pronta a diventare la capitale delle arti, della cultura, ma soprattutto dell’imprenditoria e del turismo.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, il governo prevede l’attuazione di un’ampia gamma di progetti innovativi e iniziative di qualità, che agiscano da calamita per i visitatori e amplino l’offerta turistica, rendendo Dubai una meta triplice (prima destinazione del turismo per famiglie, polo per eventi e iniziative culturali, e global business centre).
Parte della nuova strategia governativa è infatti quella di ampliare le azioni di marketing per far gravitare intorno a Dubai un quantitativo di pubblico sempre maggiore.
Prendono così vita una serie di mega-progetti urbani (con conseguente impennata positiva alla borsa locale) che mettono all’opera più del 20% delle gru esistenti facendo di Dubai anche la più grande città-cantiere del mondo. A chi dubita delle previsioni del libro, invitiamo a digitare su Google le parole “sceicco Dubai patrimonio” per vedere in soldoni quanto i suoi progetti siano affidabili.

Dalla visione alla realtà: i mega progetti di Dubai
Dopo averci lasciati a bocca aperta con le Palm Islands, le tre isole artificiali dalla pianta a forma di palma e il Burj al-Arab, il noto albergo a forma di vela, Dubai torna nuovamente a stupirci col multimiliardario progetto, ovviamente pensato all’insegna del ‘the best of’ della Mohammed bin Rashid City.
All’interno della City si troverà il più grande resort al coperto del mondo, formato da cinque diversi parchi a tema, chissà se qualcuno verrà chiamato sceicco di Dubai moglie, viste le sue continue marachelle, curati dagli Universal Studios e il Mall of the World, (anche questo un primato mondiale) un’ arteria pedonale climatizzata lunga ben 7 km e ricca di ristoranti, negozi, caffetterie, ma anche acquari, pista da pattinaggio e da sci, interamente sovrastata da una gigantesca cupola di vetro che si apre e chiuda a seconda delle stagioni che, come altre opere architettoniche di Dubai (es. le camere d’albergo sottomarine dell’ Heart of Europe) sembra uscita direttamente da un film di fantascienza.
La City conterrà anche il Wellness District, un gigantesco centro benessere di 205.000 metri quadrati, futura meta del turismo medico che offrirà trattamenti estetici di ogni tipo, da quelli cosmetici a quelli chirurgici altamente specializzati.
Un progetto avveniristico e senza eguali dunque, su cui però i progettisti sono stati invitati a ispirarsi (se non a ricalcare del tutto) i modelli di successo e le realtà più note delle più famose metropoli come New York, Hong Kong, Londra e Barcellona.

Con Expo, Dubai è al centro del mondo
Sempre in tema di visioni avveniristiche e in attesa di aprire le porte a Expo 2020, a cinque anni di distanza dalla notizia del rampollo dello sceicco Dubai morto d’infarto, Dubai mette in cantiere un nuovo progetto: il Dubai World Central. Il sito già rinominato Dubai South, si collocherà nella zona sud-ovest, in una posizione geografica fortunatissima a metà strada tra Dubai e Abu Dhabi e si estenderà per più di 145 chilometri quadrati. L’intera area sarà divisa tra aree commerciali e aree residenziali (con un’offerta di soluzioni abitative per tutti i gusti e i portafogli) circondate dai servizi più disparati: scuole e università di altissimo livello, piscine, palestre, centri sportivi, biblioteche, persino una fattoria eco-friendly per la produzione di frutta e verdura organica, e un immenso campo da golf.
Dubai South conterrà inoltre l’ Al Maktoum International Airport, candidato ad essere il maggior aeroporto del mondo, e il nuovissimo polo fieristico Dubai Trade Center-Jebel Ali, location destinata alla futura esposizione universale, che da sola si estenderà per 400 ettari (davvero niente male se pensiamo che a Expo 2015 sono stati destinati appena 110).
Le parole chiave dell’intero progetto sono accessibilità ed eco-sostenibilità. In vista dell’Expo inoltre, Dubai sarà la prima a lanciare la rete 5G su piano nazionale e presenterà al mondo i suoi ultimi gioielli architettonici da record.

Verso il futuro alla ricerca della felicità
Questa versione di Expo 2020 che avrà luogo dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021, avrà come tema Connecting Minds, Creating the Future, ossia collegare le menti e cerare il futuro, un titolo che ben coincide con la Visone di Dubai dello sceicco. Convinto che la chiave per andare avanti sia proprio la felicità delle persone (un concetto che non solo non ci aspetteremo mai di sentire da un rappresentante di stato arabo, ma che ormai sembra diventato di controtendenza anche nel nostro paese), lo sceicco si espone in prima persona, sempre più spesso in formato team di famiglia come Mohammed Bin Rashid al Maktoum figli, con la creazione di diversi nuovi ministeri, fra i quali fanno piacevolmente notizia il Ministero della Felicità (appunto), quello della Tolleranza (perché contrariamente a quanto siamo portati a pensare Dubai è molto liberale se confrontata ad altri paesi del medio oriente), quello del Futuro e quello della Giovinezza. Fa riflettere il fatto che il Ministro della Felicità sia proprio una donna (stupirà sapere che il 40% delle posizioni lavorative di prestigio a Dubai sono occupate dalle donne, altro che quote rosa!) e che il Ministro della Giovinezza abbia solo ventidue anni (niente a che vedere coi nostri politici incartapecoriti)!
Molti giovani italiani trasferitisi a Dubai per un motivo o per un altro, hanno potuto toccare con mano quest’attenzione rivolta alle fasce più giovani, stupendosi di fronte a un quantitativo enorme di servizi gratuiti messi a loro disposizione dalla città.

Dubai hi-tech a tutta velocità
La Visione dello sceicco dunque proietta in avanti i giovani verso il futuro, e a che velocità! Dubai infatti è pronta a inaugurare il primo viaggio dell’ Hyperloop, il treno del futuro sarò un MagLev ossia un treno a levitazione magnetica, viaggerà all’interno di un cuniculo e pare proprio che sarà in grado di superare i mille chilometri orari e coprire in meno di dieci minuti un percorso di 145 chilometri che collega l’Al Maktou Internationa Airport con la capitale Abu Dhabi. Il super treno dotato di pannelli solari sarà in grado di produrre più energia elettrica di quanto sarà in grado di consumarne rendendolo non solo il treno più veloce al mondo ma anche il più ecologico.
Costruire la tratta dovrebbe costare intorno ai 15 milioni di euro al chilometro e riuscire a realizzarlo in soli quattro anni (eh si, perché anche questo pare si debba sfoggiare in occasione dell’Expo) sarà un’impresa ardua, ma come abbiamo avuto modo di vedere a Dubai piacciono le sfide. Se l’impresa dovesse funzionare questo missile potrebbe rivoluzionare l’intero sistema di trasporti mondiale, e ci riempie di orgoglio sapere che fra i cinquecento ideatori del progetto, cinquantadue sono italiani. La lungimiranza dello sceicco e il suo occhi sempre rivolto al futuro fanno di lui uno dei personaggi più innovativi di questo secolo, per chi lo volesse coinvolgere meglio, invitiamo a cercare Mohammed Bin Rashid al Maktoum Facebook.

L’uomo dietro la visione
Ma chi è l’uomo a cui si deve la Visione?
Sheikh Mohammed una delle figure politiche più decise, potenti e ambiziose di tutto il mondo arabo, altamente specializzato in economia e finanza grazie agli studi condotti nel Regno Unito, è particolarmente apprezzato dal suo popolo anche per la sua grande tolleranza e per la grande passione della poesia.
Lo sceicco, lontano anni luce da quella figura di regnante estremista e totalitario che il mondo orientale ci ha abituati a conoscere. Big Mo, piuttosto che salire sul piedistallo e governare da lontano sente il bisogno avvicinarsi alla sua gente, e lo fa in modo decisamente moderno, con l’apertura un sito internet personale, di un profilo facebook e di uno su twitter (mohammed bin rashid al maktoum twitter) che registrano ogni giorno diverse migliaia di nuovi contatti e su cui i fan hanno libero accesso agli slogan, alle foto, e alle poesie che lui stesso scrive. Tutto questo gli fa certamente guadagnare punti anche con i ragazzi con un target inferiore ai 25 anni.
Oltre che essere un vero precursore nel web, Sheikh Mohammed è di fatto anche il maggiore proprietario di cavalli del mondo, animali che dichiara più volte di amare in maniera viscerale e profonda.