Mutui Dubai

Mutui Dubai ecco cosa devi sapere

Nel 2011, Dubai è finita nella lente d’ingrandimento dei media di tutto il mondo: la sua crescita esponenziale, che caratterizzò gli anni passati, l’ha portata ad una battuta d’arresto tale da farla entrare in bancarotta.
Se non fosse stato per la sua vicina di sventura, Abu Dhabi, Dubai non si sarebbe mai ripresa. Ma che cosa è successo esattamente? Nel 2008, Dubai era in piena espansione, ma per agevolarne la crescita era necessario facilitare gli imprenditori; una delle modalità utilizzate è stata quella di abbassare drasticamente il costo dei mutui. Il mattone è infatti la risorsa principale di investimenti per la città dell’Emirato, fatto che nel 2012 ha portato ad un nuovo crollo dei prezzi, pari a quello del 65% in meno sperimentato 4 anni prima.

Stop alla bolla speculativa ed ai Mutui Dubai

Eppure le compravendite hanno preso a crescere di circa il 50% rispetto al 2011, ma per timore che la bolla speculativa potesse gonfiarsi nuovamente e scoppiare, il Governo nazionale insieme alla Banca dello Stato ha imposto, nel 2012, un tetto ai finanziamenti formulati in valuta straniera. È bene dunque sapere, nel caso si decida di comprare casa a Dubai, vuoi per farne un investimento vuoi per andarci a vivere, che non si possono più sostenere mutui di importo superiore alla metà del valore dell’immobile; in questo modo, gli imprenditori locali sperano di attirare nell’Emirato solo persone seriamente intenzionate a investire.

Limitazioni sulle concessioni

Nel 2015, a tre anni da quel procedimento, il mattone emiratino continua il suo trend di crescita; nell’ultimo anno il mercato immobiliare di Dubai si è dimostrato infatti il più spumeggiante del mondo, assieme a quello di New York: i prezzi delle case di lusso sono aumentate di un altro 10% nel corso dell’anno, e intanto, per evitare che si ripeta una nuova crisi, le imposte di registro sugli immobili sono state caricate di ben il 4% in più.
Se la ripresa era iniziata nel 2013, nel 2015 si può dire già compiuta: i prezzi sono cresciuti del 40%, ma per quanto gli investimenti esteri stiano ricominciando a fluire nel Paese, le autorità hanno imposto maggiori controlli, che comportano per esempio limitazioni specifiche sulle concessioni dei mutui, e una maggior attenzione o priorità offerta ai capitali locali. Com’è successo con l’asta-lampo per l’Hyatt Regency Creek Heights: che a due ore dall’apertura, il 15 dicembre 2014, è stata chiusa con un sold out. Protagonisti assoluti gli acquirenti di provenienza araba, che si sono aggiudicati un posto presso la torre di 43 piani munita di hotel 5 stelle, quattro ristoranti, due centri benessere con piscina, 1.117 parcheggi, e 405 appartamenti di lusso subito disponibili e abitabili.

Accertare la posizione dell’investimento

Ma quello che in altri Paesi può sembrare un sogno, a Dubai è quotidianità. La città ospita spesso, nei propri complessi immobiliari, piscine e palestre; gli appartamenti di ottima fattura sono ampi, spaziosi, dotati di tutti i comfort.
Ma prima di scegliere l’edificio nel quale investire, è bene anche conoscere la sua posizione. Dubai, anche se meno di Abu Dhabi, è una vera e propria cattedrale nel deserto; i progetti vengono messi in opera alla velocità della luce, ma sono solitamente concentrati in centro. Inutile cercare qualcosa di più a margine, poiché non è necessariamente garanzia di prezzi più bassi. È inoltre bene sapere, specialmente se nell’Emirato si pensava di andarci a vivere, che per i propri spostamenti potrebbe non essere sufficiente utilizzare i mezzi pubblici, per quanto la capitale sia dotata di circa 2.000 autobus climatizzati, 3.000 taxi e due linee della metropolitana efficientissime.

I benefici per i professionisti

Dal momento che uno dei settori maggiormente in voga a Dubai è il turismo, accollarsi un mutuo potrebbe essere una scelta intelligente, se si pensa di utilizzare l’immobile a scopo ricettivo. La questione ‘fronte mare’ è stata risolta con la costruzione delle due isole artificiali di Jebel Ali e Jumierah, tant’è che sono oltre 1 milione (la metà della popolazione dell’Emirato) gli abitanti arabi e stranieri che ivi vivono e lavorano.
Altro segmento fiorente in città è quello commerciale. Le zone di Dubai che godono di tassazione speciale sono 30, alcune hanno una caratterizzazione più ‘generalista’, altre sono esclusivamente dedicate a determinate attività aziendali. Le zone franche sono state istituite nel 1985, per incentivare gli investitori stranieri con politiche fiscali agevolate; accedervi è molto semplice, ma è necessaria una licenza apposita.
In una zona franca è possibile aprire un’azienda che sia al 100% di proprietà estera, godere di un’esenzione sulle imposte e sui dazi relativi ad esportazioni e importazioni e ricevere, tra gli altri vantaggi, fornitura energetica a basso costo. La prima zona a tassazione speciale ad essere creata a Dubai è l’isolotto di Jebel Ali, diventato poi d’esempio per tutti gli Emirati; le altre più importanti sono l’area nei dintorni del Dubai Airport, la Dubai Internet City e la Dubai Media City presso le quali, dal 2013, si trovano ben 4.000 aziende.

Come mantenere il proprio investimento

È necessario però ricordare che nonostante le autorità non impongano ai proprietari degli immobili tasse sulla compravendita o l’affitto, a Dubai è molto meno semplice che altrove mantenere il proprio acquisto. Per accertarsi che gli investitori rimangano nell’Emirato, il visto e il permesso di residenza gli viene rilasciato immediatamente, ma dovrà essere rinnovato ogni 3 anni, e inoltre per tenersi l’immobile, il proprietario dovrà visitare la città almeno una volta ogni sei mesi.